Sono in treno. Niente di che. Uno “spostamento” rapido a Firenze e si torna a Roma oggi pomeriggio.
Il treno e’ forse l’unico vero mezzo di trasporto dove il senso di marcia conta.
Ti puoi sedere di spalle al viaggio o guardarlo in faccia. Due mondi diversi, divisi da un abisso.
Di spalle, ascolti musica leggermente malinconica, guardi cosa lasci. Paesaggi magari familiari che poco a poco si allontanano.
Nel senso di marcia, invece, musica allegra, ti godi l’anticipazione dell’arrivo e lo scorrere delle rotaie sotto di te.
Viaggi in cui l’andata si fa di spalle. E il ritorno nel senso di marcia.
E’ il senso del senso di marcia.
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